07 giugno 2014

Digiunare per resistere meglio alla chemioterapia

La privazione temporanea di cibo fa calare il numero di cellule immunitarie del sangue come i globuli bianchi, che ritornano a livelli normali quando si ricomincia a mangiare. Un nuovo studio ha dimostrato che questo fenomeno, scoperto nei topi, consente ai malati di tumore di resistere meglio agli effetti collaterali della chemioterapia che colpiscono in particolare il sistema immunitario 


Un periodo di digiuno può indurre un maggiore ricambio delle cellule staminali nel sangue, aiutando il sistema immunitario a resistere agli effetti negativi della chemioterapia e anche alla normale degenerazione dovuta all'invecchiamento. 

Lo afferma un nuovo
 studio pubblicato sulla rivista “Cell - Stem Cell” da Valter Longo e colleghi della University of Southern California, che hanno verificato questo fenomeno su alcuni pazienti oncologici, dopo averlo scoperto in una sperimentazione sui topi. Il risultato potrebbe avere importanti ricadute per la salute e la qualità della vita di pazienti in chemioterapia, anziani e persone con deficit del sistema immunitario.

La chemioterapia è, insieme alla radioterapia e alla chirurgia, il trattamento più utilizzato e più efficace contro il cancro. Può produrre tuttavia notevoli effetti collaterali, tra cui il depauperamento delle cellule del sistema immunitario: si calcola che circa un quinto dei decessi dei malati oncologici sia accelerato o addirittura causato dalla chemioterapia. Il sistema immunitario, inoltre, si degrada inevitabilmente con l'età, portando in alcuni casi a una condizione di immunodeficienza ed esponendo a un maggior rischio di sviluppare leucemie e altre neoplasie.

Paziente durante un'infusione di chemioterapia: gli effetti collaterali a carico del sistema immunitario possono essere attenuati con un digiuno temporaneo (© Jim Craigmyle/Corbis)In un precedente studio, Longo e colleghi avevano scoperto che privando temporaneamente del nutrimento alcuni topi di laboratorio, si riusciva ad aumentare la resistenza delle loro cellule staminali a determinati fattori di stress. in quest'ultimo lavoro hanno dimostrato che lo stesso digiuno ha effetti protettivi per le cellule immunitarie presenti nel sangue, come i globuli bianchi.

"Il digiuno prolungato determina una notevole riduzione del numero di globuli bianchi, che tuttavia tende a recuperare i valori normali quando i roditori riprendono
 ad alimentarsi: si tratta probabilmente di un meccanismo sviluppato con l'evoluzione che permette di ridurre il consumo energetico nei periodi di mancanza di cibo", ha spiegato Longo. "Questo stesso fenomeno ha l'effetto di indurre le cellule staminali a porsi in una modalità in cui riescono non solo a generare altre cellule immunitarie, ma anche a invertire l'immunosoppressione causata dalla chemioterapia: il sistema immunitario dei topi ne risultato ringiovanito". 


La rilevanza è dovuta al fatto che la protezione contro la perdita di globuli bianchi si verifica anche negli esseri umani. Gli autori lo hanno verificato nell'ambito di uno studio clinico in pazienti che hanno digiunato per un singolo periodo di 72 ore prima della chemioterapia a base di platino.

Inoltre, il digiuno sembra avere effetti positivi anche sulla riduzione dei livelli di IGF-1, una proteina con un ruolo chiave nella crescita nell'invecchiamento. Per questo, l'ipotesi degli autori è che il digiuno possa essere di beneficio non solo per i pazienti oncologici, ma anche per anziani e persone con deficit immunitari.
 


05 giugno 2014

La sensibilità al frumento nei pazienti non celiaci è una condizione allergica?






I pazienti non celiaci con sensibilità al frumento (NCWS) e altre forme di intolleranze alimentari a queste particolari tipologie di alimenti, manifestano caratteristiche cliniche, di laboratorio ed istologiche che suggeriscono che questi soggetti potrebbero essere affetti da forme di allergia alimentare non IgE – mediata. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato  in The American Journal of Gastroenterology .

In questa review l’autore (Antonio Carroccio MD dell’Università di Palermo), ha esaminato i dati preliminari relativi alle NCWS e altra letteratura medica rilevante, concentrandosi su pazienti NCWS che possano soffrire di allergie al frumento non- IgE – mediata. I pazienti non celiaci caratterizzati da sensibilità al grano (NCWS) presentano sintomi che possono coinvolgere il tratto gastrointestinale, il sistema nervoso, la pelle e altri organi. L’unico denominatore comune delle NCWS è il consumo di grano: i sintomi scompaiono quando viene escluso il grano dalla dieta e riappaiono nuovamente quando questo alimento viene reinserito.
Le allergie alimentari sono generalmente distinguibili in due tipologie: IgE mediate e non IgE mediate. Nelle allergie alimentari IgE mediate, le persone sviluppano sintomi quasi subito dopo aver mangiato il cibo causante la reazione avversa, e, quando sono eseguite prove specifiche sul sangue o sulla pelle, vi è un indicatore positivo. Nelle allergie alimentari non IgE mediate, tra cui la malattia celiaca , viene colpita principalmente la mucosa gastrointestinale (lo strato più interno del tratto gastrointestinale) e ciò provoca un ritardo della comparsa dei sintomi, che può rendere difficile la diagnosi.
In questo caso i ricercatori hanno esaminato i dati di 276 pazienti con diagnosi di NCWS, utilizzando trial doppio cieco contro placebo.
Sono stati esaminati i dati che indicano una possibile diagnosi di allergia al frumento ed altri dati di letteratura. Gli autori ipotizzano che i pazienti con NCWS possano essere affetti da allergie alimentari non IgE mediata.
Essi hanno esaminato il ruolo degli anticorpi IgG e il test di attivazione dei basofili nelle allergie alimentari, così come i risultati istologici nelle diagnosi di allergia alimentare.
Inoltre essi hanno confrontato i pazienti affetti da NCSW e sindrome dell’intestino irritabile (IBS) contro un  controllo rappresentato da pazienti affetti da IBS ma non sofferenti di NCWS.
La rassegna propone anche un collegamento tra la sospensione dell’assunzione di grano e la variazione del Microbiota intestinale.
Sulla base di questa revisione è possibile concludere che nei pazienti non-celiaci la sensibilità al grano può essere considerata la causa molto frequente di sintomi gastrointestinali erroneamente attribuiti a disturbi funzionali.
Tuttavia, molti dubbi rimangono, e va sottolineato che spesso è difficile effettuare una diagnosi corretta di NCWS anche a causa dell’effetto placebo che, in questo contesto, spesso gioca un ruolo determinante per disturbare un percorso di analisi corretta di sensibilità al frumento in pazienti non celiaci.
Giacomo Pagliaro
Per maggiori  info:
http://www.nature.com/ajg/journal/vaop/ncurrent/full/ajg2013353a.html

28 maggio 2014

QUESTO BLOG CERCA SPONSOR

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Questo messaggio è rivolto a commercianti, artigiani e aziende che si occupano di “cibo”.
L’Associazione FARIDEA sta progettando una serie di corsi di cucina per intolleranti al glutine, al lattosio, al nickel, inoltre ci saranno alcune iniziative dedicate alla cucina vegetariana e vegana. I corsi saranno organizzati inizialmente a Catania e Messina.
Le ricette saranno pubblicate su questo blog. Tutte le ricette avranno una scheda nutrizionale di presentazione.
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Su richiesta potrete avere le ricette realizzate con i vostri prodotti  in pdf per inserirle nei Vostri siti ed il link del nostro blog.
Inoltre,ogni ricetta verrà pubblicata anche su Facebook, Twitter, Google e  alcuni corsi verranno registrati per la pubblicazione su Portali online e TV locali.
Siamo interessati anche a collaborazioni di tipo commerciale in vista della prossima apertura di un Portale di alimentazione, nutrizione, corsi, eventi con articoli, con foto e video,  con e-commerce di alimenti per intolleranti, alimenti d’eccellenza del territorio, integratori fitoterapici e servizi legati all’ambito della salute e del benessere.
Per maggiori info o per collaborare inviare mail a

faridea@libero.it

23 maggio 2014

CONSULENZA NUTRIZIONALE ONLINE

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Mi occupo da molti anni di disturbi legati all'Alimentazione, alle Intolleranze Alimentari e di Nutrigenetica, Sovrappeso e Obesità, Nutrizione nello Sportivo, Alimentazione in Gravidanza e Allattamento, Magrezze eccessive, Alimentazione nel Bambino, Educazione Alimentare, Alimentazione Vegetariana e Vegana.

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Mi sono chiesta per molto tempo se fosse davvero possibile offrire un servizio serio e professionale
anche non vedendo direttamente le persone.

Alla fine la risposta è arrivata dallo svariato numero di persone che mi hanno contattato in questi anni e mi hanno richiesto questo servizio.

Per questo ho deciso di offrire le mie consulenze online!

COME FUNZIONA?

Ti farò compilare una griglia di domande specifica e dettagliata per ricavare importanti informazioni sulle tue abitudini alimentari e di vita. Ti chiederò di inviarmi le analisi che hai fatto o ti proporrò un approfondimento compatibilmente con la possibilità che tu abbia di farli!

Ti invierò quindi

  •         un programma nutrizionale fatto a misura per te, per insegnarti il corretto comportamento alimentare
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  •     consigli su cosa acquistare e dove comprare
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Per usufruire in modo corretto del servizio di consulenze on-line suggerisco  di avere a disposizione una bilancia, un metro da sarta, importante per la rilevazione delle circonferenze corporee . A tal proposito ti darò indicazioni precise sui punti da misurare.
Di cosa ho bisogno per la consulenza online? Peso e Altezza misurati precedentemente dalla
persona senza vestiti e scarpe (se vuoi, altrimenti faremo senza parlare di peso)

COME ACCEDERE AL SERVIZIO
Si potrà avere una consulenza su SKYPE oppure solo telefonica comunque sarà accurata e completa.
Il pagamento è anticipato tramite PayPal e verrà rilasciata ovviamente una ricevuta sanitaria.
Dopo l’avvenuto pagamento della prestazione, ci si accorderà tramite scambio di email o comunicazione telefonica per fissare l’orario ed il giorno della consulenza online, a seconda delle disponibilità di entrambi.
La consulenza di potrà svolgere dal Lunedì al Venerdì, dalle 9,30 alle 14,00 e dalle 15,00 alle 19,30.
Per ulteriori informazioni o domande potete scrivermi all’indirizzo di posta elettronica cacciolamariastella@libero.it

Il costo della prestazione è di 150,00 € (centociquanta/00 euro) per il primo consulto  + due controlli e risposta ad  eventuali dubbi o quesiti per i primi tre mesi via mail o cellulare.



14 maggio 2014

Che cosa è e a chi può essere utile il mineralogramma?

Il Mineralogramma si effettua su un campione di capelli (circa un grammo) prelevato, in modo totalmente indolore, dal punto di crescita più recente, cioè dalla nuca.

Da questo campione, trattato ed analizzato mediante spettrofotometria ad assorbimento atomico, viene rivelata l'esatta quantità di minerali contenuti nei capelli: ciò riflette il contenuto minerale nei tessuti dell'organismo e l'eventuale esposizione a minerali tossici nelle precedenti 4-6 settimane.

E' stato infatti riconosciuto che i valori di minerali contenuti nei capelli corrispondono esattamente a quelli presenti nei tessuti.

Per questi motivi il Mineralogramma risulta essere un test più completo rispetto alle analisi effettuate sul sangue, che sono in grado di valutare solo i livelli di minerali extracellulari.

Il Mineralogramma è fra le analisi più complete per rivelare l’attività metabolica cellulare ed endocrina, la funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico, del sistema ghiandolare ed ormonale, del sistema immunitario e della maggior parte dei processi vitali.

Infatti i minerali hanno un ruolo cruciale per la vita ed il mantenimento della salute, esplicando due funzioni chiave: sono componenti strutturali delle sostanze (enzimi, ormoni, RNA, ecc.) e quindi dei tessuti e degli organi che compongono il nostro organismo; sono parte attiva in molti processi enzimatici e quindi nelle funzioni metaboliche.

Essendo implicati praticamente in ogni processo fisiologico è intuibile come lo squilibrio di un solo minerale possa portare a disfunzioni, anche serie, sia in termini di carenza che di eccesso. 


I minerali hanno, inoltre, interazioni con qualsiasi sostanza nutrizionale: un loro squilibrio dai valori ottimali impedisce la corretta assimilazione dei cibi assunti.

Cause ricorrenti di squilibri minerali sono:


a) alimentazione scorretta, in quanto il nostro organismo ricava tutti i minerali che gli necessitano da alimenti vegetali ed animali. Bisogna quindi evitare diete squilibrate e/o alimenti che hanno subito deplezione minerale in seguito alle moderne pratiche agricole.


b) farmaci (es. pillola contraccettiva).


c) stress prolungato.


d) accumulo di metalli tossici. 



Le patologie più frequenti associate a squilibrio minerale sono:

a) ipertensione 

b) cefalea 

c) stanchezza 

d) irritabilità e ansia

e) depressione
f) ritenzione idrica
g) svogliatezza, ad es. nei giovani
h) malattie endocrine (diabete, malattie della tiroide, amenorrea, ecc.)

In sintesi il Mineralogramma valuta: 


- il livello dei minerali nel nostro organismo, 

- l'accumulo di metalli tossici, 
- le predisposizioni allo sviluppo di patologie causate da squilibrio minerale, 
- la funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico, del sistema ghiandolare ed ormonale, del sistema immunitario, e quindi, le potenzialità energetiche dell'organismo.

IL MINERALOGRAMMA CONSENTE DI RILEVARE LA PRESENZA 
E DI MISURARE I LIVELLI DEI SEGUENTI ELEMENTI: 
Calcio, Magnesio, Sodio, Potassio, Ferro, Rame, Manganese, Zinco, Cromo, Selenio, Fosforo, Piombo, Mercurio, Cadmio, Arsenico, Alluminio, Nickel, Cobalto, Molibdeno, Litio, Boro.



07 maggio 2014

Dieta e rischio cardiovascolare: ridurre i grassi non basta

«Gli ultimi cinquant’anni di studi clinici ed epidemiologici hanno stabilito che c’è una stretta relazione tra dieta, aterosclerosi ed eventi cardiovascolari e che l’approccio a tutto tondo della dieta mediterranea è più efficace nel prevenire le malattie cardiovascolari rispetto a un’alimentazione che si limita ad abbassare il contenuto di grassi e colesterolo» riprende il ricercatore. Morale: non basta raccomandare l’olio d'oliva al posto di panna e burro, ma bisogna anche aumentare la quantità di verdure, frutta, cereali integrali, noci e pesce per ottenere un risultato veramente efficace. Oltre al noto studio Predimed, che ha dimostrato i benefici della dieta mediterranea nel ridurre le probabilità di infarto, morte cardiovascolare e ictus del 30% rispetto a una semplice alimentazione a basso tenore di lipidi, anche altri studi hanno evidenziato che la dieta mediterranea sembra essere migliore di quelle a basso contenuto di grassi nel ridurre il rischio cardiovascolare a lungo termine. Cosa abbiamo imparato dunque? «Mezzo secolo di studi ci insegnano che ridurre solo l’introito di grassi abbassa il colesterolo, ma non l'incidenza di infarto miocardico o morte coronarica» conclude Dalen.



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24 aprile 2014

Il Centro Olistico KOS nasce dall’incontro di alcuni medici ed operatori della salute e dal loro desiderio di realizzare un polo culturale sul benessere psicofisico che possa coinvolgere tutti i livelli sia fisici che psichici quanto quelli spirituali e promuova uno stile di vita sano ed equilibrato.

Il Centro Olistico KOS sviluppa altresì iniziative di carattere medico, sociale, culturale, formativo, sportivo e riabilitativo. Promuove quindi la conservazione ed il recupero della salute, del benessere ed il miglioramento della qualità di vita mediante pratiche e tecniche naturali di ogni genere per favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona.

Via Alcide De Gasperi 187 Catania - tel 095-388828

Cosa facciamo:


Medicina Integrata • Omeopatia • Nutrizione • Diabetologia e Endocrinologia • Valutazione Globale dello Stress Ossidativo - Fisioterapia e riabilitazione • Osteopatia ed Agopuntura - Test ALCAT • Test Genetici per Lattosio, Celiachia, Obesità, Test Cardiovascolare, Diabete Mellito, Farmacogenetica, Gene & Diet, Metabolismo dei Lipidi, Osteoporosi, Paradontite, Stress Ossidativo, Skin Test Palingenesi, Derma test, Flogo Test,


Formazione per medici, biologi ed operatori della salute