01 ottobre 2012

La Zeolite Clinoptilolite Attivata ZE.CL.A® è la sola sostanza in grado di ridurre simultaneamente nell’organismo l’eccesso di TRAM®


La Zeolite Clinoptilolite Attivata ZE.CL.A® è la sola sostanza in grado di ridurre simultaneamente nell’organismo l’eccesso di TRAM® e....

e la loro sinergica tossicità: Tossine (esogene ed endogene), Radicali liberi, Ammonio, Metalli pesanti.

La ZC così attivata (ZCA) è stata sottoposta a una serie di sperimentazioni biologiche che hanno portato alla registrazione da parte della Società austriaca PANACEO di diverse preparazioni che la contengono come Dispositivi Medici a Livello Europeo (DM - TUV CE 0197 del 2006) date la sue caratteristiche azioni di tipo fisico di scambiatore di cationi, di blocco dei radicali liberi e di setaccio molecolare. Inoltre i prodotti composti di zeolite clinoptilolite attivata (ZCA) sono state classificate dalla EU (codice GMDN) come: "sostanze ad uso orale adatte ad assorbire/chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gastrointestinale (es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi (radioattivi), pesticidi) riducendone l'assorbimento nel corpo.

Una nuova strada è stata aperta da studi sull'uso di sostanze polifunzionali di origine minerale costituite da particelle attive, ma non assorbibili, di zeolite clinoptililoite in grado di interagire nell'intestino con gli equilibri presenti nell'organismo, svolgendo così un'azione selettiva di eliminazione delle sostanze tossiche ("spazzino") attraverso le feci, senza modificare i componenti fisiologici.

Lo stress ossidativo può essere responsabile dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. In Austria, il professor Wolfgang Toma dell'Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.

La zeolite, dopo essere stata sottoposta ad un trattamento brevettato che la rende più attiva, viene ingerita sotto forma di capsule e svolge la sua funzione all'interno dell'intestino senza essere assorbita: trattiene le tossine, i metalli pesanti e assorbe i radicali liberi per venire eliminata con le feci. Il meccanismo che interviene è esclusivamente di tipo fisico: è come se la zeolite intrappolasse al suo interno queste sostanze tossiche attirandole come una calamita impedendone l'assorbimento intestinale trattenendole appiccicate su di sè.
Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all'interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale con lo stesso meccanismo, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.

26 settembre 2012

DIABETE: calano i decessi se aumenta l'attività fisica


Da una riduzione del 10% dell'inattività fisica della popolazione mondiale si potrebbero verificare ogni anno oltre 533.000 decessi in meno e se si raggiungesse una diminuzione del 25% la cifra salirebbe a 1,3 milioni. È questo uno dei risultati emersi dallo studio "Effect of physical inactivity on major non-communicable diseases worldwide: an analysis of burden of disease and life expectancy" pubblicato dal Lancet a metà luglio. Obiettivo dell'indagine è stato di quantificare gli effetti della sedentarietà sull'aspettativa di vita e sul rischio di sviluppare patologie non trasmissibili - quali diabete di tipo 2, disturbi cardiovascolari, tumori al seno e al colon - attraverso una stima della riduzione dell'incidenza di tali problematiche nell'ipotesi di una corretta attività fisica da parte dei cittadini. A emergere è che stili di vita più pigri sono alla base del 10% dei casi di tumori al colon (con una variabilità regionale che va dal 5,7% del Sudest asiatico al 13,8% dell'area mediterranea) e al seno (con un range tra il 5,6% e il 14,1%), del 7% del diabete di tipo 2 (3,9-9,6%) e del 6% delle malattie cardiovascolari (3,2-7,8%). L'inattività fisica è additata poi come la responsabile del 9% della mortalità prematura (range 5,1-12,5%) e, in generale, di oltre 5,3 milioni di decessi dei 57 milioni totali che si sono registrati a livello mondiale nel 2008. In sostanza, con l'eliminazione dell'inattività fisica, l'aspettativa di vita della popolazione mondiale potrebbe aumentare, complessivamente, di 0,68 anni (ma il valore potrebbe essere maggiore se riferito alla sola fetta di popolazione che allo stato attuale risulta sedentaria). Un parametro, questo, che pone l'impatto dell'inattività fisica come fattore di rischio al pari di fumo e obesità.